Santa Francesca Romana

Santa Francesca Romana interno 1Basilica di Santa Francesca Romana, dettaglio dell'altare (S.Della Torre Valsassina)

Nel rione Campitelli, a due passi dall’arco di Tito, si trova la chiesa di Santa Maria Nova, fondata da Leone IV nell’850 circa fra le rovine di una più antica e piccola chiesa che il papa Paolo I aveva dedicato agli apostoli Pietro e Paolo. La chiesa assunse quindi la denominazione di Nova poiché fu eretta in sostituzione di quella di S. Maria Antiqua che le frequenti inondazioni avevano reso impraticabile. Qui, nel 1440 fu sepolta Santa Francesca Romana, appartenente alla nobile famiglia dei Ponziani e istitutrice dell'ordine religioso delle oblate di Tor de' Specchi.

Santa Francesca Romana interno 2Basilica di Santa Francesca Romana, dettaglio dell'altare (F.Rosi)

Nel corso del tempo la basilica è stata oggetto di numerosi restauri e dell’aggiunta di un convento che fu abitato prima dai Canonici Regolari della congregazione di San Frediano di Lucca, poi dai Canonici Lateranensi e infine dai monaci benedettini di Monte Oliveto. Oggi ospita l'Antiquarium, dove sono esposti i ritrovamenti più importanti del Foro Romano.

La facciata in travertino si deve a Carlo Lambardi (1615) ed è costituita da un arioso portico al piano terreno da cui si innalzano coppie di lesene congiunte all’ordine superiore e al timpano. Alle estremità superiori della facciata vi sono cinque statue fra cui quelle di S. Francesca Romana e di S. Agnese, sull’apice c'è quella della Vergine Maria. Le altre raffigurano L’Angelo e S. Cecilia. L’interno della chiesa, a una sola navata con cappelle laterali e un ricco soffitto a cassettoni di stile settecentesco, custodisce numerose opere come la Madonna con bambino, detta Madonna del Conforto, attribuita a San Luca. Tra le opere presenti si segnalano il gruppo scultoreo della "Confessione", disegnato da Gian Lorenzo Bernini, situato in fondo alla navata, e il dipinto "La Natività" di Carlo Maratta, nella prima cappella a sinistra.

Da notare i silices apostolici, cioè un basolo sul quale vi sarebbero le impronte delle ginocchia di S. Pietro, lasciate dall’apostolo quando si inginocchiò per pregare affinché fallisse il tentativo di volo di Simon Mago, che volle sfidare pubblicamente gli apostoli Pietro e Paolo.

 

Fonti

I rioni e i quartieri di Roma, Volume III, anno I, fascicolo 33, pag.792, Roma, Newton Compton editori srl 1989

Santa Francesca Romana al Palatino